Il sole nudo « il tempo di leggere

Da Il sole nudo di Isaac Asimov

Elijah Baley combatteva con ostinazione il panico.
Era due settimane che montava. Forse anche di più. Aveva incominciato a montare fin da quando lo avevano chiamato a Washington per dirgli tranquillamente che i suoi compiti erano cambiati.
[incipit]

Baley si sentiva molto meglio. Strano che tutti i pensieri, tutte le forze intellettuali che era in grado di radunare non ce l’avessero fatta a sollevarlo dal panico; mentre una lustrata alla sua vanagloria aveva funzionato al volo.
(Pagina 32)

Per un fuggevole e staccato momento Baley piegò il capo all’indietro a fissare direttamente il sole di Solaria. Lo fissava senza la protezione del vetro diffusorio nei solarium del piano superiore nelle Città. Fissava il sole nudo.
(Pagina 39)

Le civiltà hanno sempre avuto una struttura piramidale. Quando uno si arrampica verso la cima dell’edificio sociale, aumentano i suoi agi, come aumentano le opportunità per una sua ricerca della felicità. Man mano che egli sale, trova sempre meno gente che gode sempre più di tutto questo. Invariabilmente c’è una preponderanza dei defraudati. E ricordi questo: non importa quanto lontano dal fondo si trovino gli scalatori della piramide, in rapporto alla cima saranno sempre defraudati.
Il sociologo Quemot
(Pagina 133-34)

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