Everyman

Ma come si fa a scegliere volontariamente di lasciare la nostra pienezza per quel nulla sconfinato? Come avrebbe fatto, lui?
(Pagina 112)

Intorno alla fossa, nel cimitero in rovina, c’erano alcuni dei suoi ex colleghi pubblicitari di New York che ricordavano la sua energia e la sua originalità e che dissero alla figlia, Nancy, che era stato un piacere lavorare con lui. C’erano anche delle persone venute su in macchina da Starfish Beach, il villaggio residenziale di pensionati sulla costa del New Jersey dove si era trasferito dal Giorno del Ringraziamento del 2001: gli anziani ai quali fino a poco tempo prima aveva dato lezioni di pittura.
[incipit]

È impossibile rifare la realtà. Devi prendere le cose come vengono. Tener duro e prendere le cose come vengono.
(Pagina 7)

Ma la cosa più straziante è sempre la normalità, il constatare ancora una volta che la realtà della morte schiaccia ogni cosa.
(Pagina 14)

– Detesto le lacrime.
– Tutti noi, ma piangiamo lo stesso.
(Pagina 63)

Ma quanto tempo poteva passare un uomo ricordando i momenti più belli dell’infanzia? Perché invece non godersi i momenti più belli della vecchiaia? O i momenti più belli della vecchiaia erano proprio questi, la nostalgia per i momenti più belli dell’infanzia…
(Pagina 86)

Perché la più inquietante intensità della vita è la morte.
(Pagina 115)

da Everyman di Philip Roth

Sorgente: Everyman « il tempo di leggere

Annunci