Illusioni

Da “Illusioni” di Richard Bach.

Imparare
significa scoprire
quello che già sai.
Fare significa dimostrare che
lo sai.

Insegnare è ricordare agli altri
che sanno bene quanto te.
Siete tutti allievi,
praticanti, maestri.

.

Mai
ti si concede un desiderio
senza che inoltre ti sia concesso
il potere di farlo avverare.

Può darsi
che tu debba faticare per questo,
tuttavia.

.

Ecco
una prova per accertare
se la tua missione sulla terra
è compiuta.

Se sei vivo,
non lo è.

.

Non lasciarti
sgomentare dagli addii.
Un addio è necessario prima
che ci si possa
ritrovare.

E il ritrovarsi
dopo momenti o
esistenze, è certo
per coloro che sono
amici.

.

Quella che il bruco
chiama la fine del mondo,
il maestro la chiama
una farfalla.

.

Avevo un rombo nelle orecchie, il mondo si inclinò e scivolai lungo il fianco della fusoliera lacerata, sull’erba zuppa e rossa. Parve che il peso del Manuale nella tasca mi avesse rovesciato sul fianco, e mentre piombavo a terra il libro scivolò fuori, le pagine sfogliate adagio dal vento.

Lo presi svogliatamente. È così che finisce, pensai, tutto quello che un Maestro dice è soltanto una serie di belle parole che non possono salvarlo dalla prima aggressione di qualche cane arrabbiato nel campo di un contadino?

Dovetti leggerle per tre volte prima di riuscire a convincermi che quelle fossero le parole stampate sulla pagina.

Ogni cosa
in questo libro
può essere
sbagliata.

[explicit, selezionare per leggere]

Nessun luogo è lontano

Può forse una distanza materiale separarci davvero dagli amici?
Se desideri essere accanto a qualcuno che ami, non ci sei forse già?

(Richard Bach)

Si pensa, talvolta, che di draghi, non ce n’è più neanche uno. E neppure di prodi cavalieri. E neppur l’ombra di una principessa che vaghi per foreste misteriose, incantando col suo sorriso cerbiatti e farfalle.

Pensiamo, talvolta, che la nostra sia un’età senza più frontiere, senza più avvenire. Il destino è al di là dell’orizzonte; quelle ombre che passano al galoppo, rilucenti, si sono ormai dileguate.

Che bello, sbagliarsi! Principesse e cavalieri, incantesimi e draghi, avventura e mistero…non solo son qui pure adesso, ma son tutto quel che c’è e c’è sempre stato!

Nel nostro secolo, hanno mutato d’abiti, s’intende. I draghi indossano uniformi, oggi, vanno in giro in assetto di guerra, in tenuta da pronto intervento. I demoni della società, stridendo, piombano su di noi se solleviamo gli occhi da terra, se ci azzardiamo a svoltare a destra laddove ci hanno ordinato di girare a sinistra. Talmente astute si son fatte le false apparenze che principesse e cavalieri possono celarsi gli uni alle altre, possono celarsi persino a sé medesimi.

E tuttavia i maestri di realtà vengono ancora a noi, in sogno, a dirci che non abbiamo giammai perduto lo scudo che occorre contro i draghi, che sta in noi cambiare il mondo come ci pare e piace. L’intuito non mentisce allorché ci bisbiglia: Non sei polvere, tu sei magia!

Richard Bach, Un ponte sull’eternità