Io sono il fantasma

Allora, che ore sono?
Se l’orologio di questo campanile va bene, sono le otto.
Quindi sono esattamente dodici ore che ci penso.
[incipit]

Distolgo lo sguardo dalla mia famiglia. Nonostante io sia un fantasma, il dolore che provo in questo momento mi sembra tanto umano.
(Pagina 63)

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Un Vampiro a Napoli

Un Vampiro a Napoli. Una storia d’amore di Ciro Scotto Di Minico.

Cribbio!
Vada per essere un vampiro, vada per essere un succhiasangue, vada per essere un non morto a vita eterna, vada anche per questo colorito pallido, tendente al cadaverico, che nemmeno cento lampade al “Solarium Milano Doc Club” riescono a vivacizzare un po’ (situation che per un cultore dell’abbronzatura 365 giorni all’anno come il sottoscritto è l’equivalente di una condanna a morte)!

[incipit]

Mi fermo presso l’unica femmina solitaria. Le altre si muovono in gruppetti, lei invece cammina lungo il marciapiede sola ed indipendente, coraggiosa e selvaggia. E’ lei la più nera tra le pecore nere. La guardo con arroganza. Non scapperai, né chiederai di più, né vorrai altro fino a morire. Mi svelo, giocando con il mantello.
“Chist me pare nu poco ricchione!”
Cosa? Che ha detto? Non mi pareva africano!
“Pelle d’ebano, stasera resti con me!” Dico, usando tutta la gravità della mia voce da predatore della notte.
“Sì, sì, è ricchione, è ricchione!”
Mi sembra di aver capito ricchione, ma devo essermi sbagliato. In africano quel “recchia” e non so che deve significare qualcosa come “che tipo interessante” oppure “sei bellissimo”, insomma qualcosa del genere.
“So cento euro!”
Cento euro l’ho capito.

(Pagine 23 e 24)

— Parlava poco, ma con un accento straniero.
— Allora sarà albanese.
— Ma no, che albanese! Un accento straniero italiano… mi sono spiegata?
— Non molto, ma vai avanti.

Samantha e George
(Pagine 36 e 37)

Ora, le cose stanno così: o lui è un vampiro (ma vampiro vampiro) o io quest’inverno ho visto troppe volte “Twilight”.

George
(Pagina 79)

“Che facciamo?” Chiede Lisa.
“Che dovremmo fare?” Aggiunge Marco già preoccupato.
“Forse dovremmo esserle vicini…” Propone Lisa.
“Eh sì…” – dice Samantha – “alla fin fine è una di noi!”
“Maronna e che due palle!” – Esplode George – “Ma fatemi capire: noi abbiamo aperto una specie di agenzia di aiuto al prossimo o cosa?”
“Ma no! Solo che dopo l’esperienza assurda di stanotte è un po’ come se fossimo una famiglia e Noemi è la cugina stronza, ma sempre cugina resta!” Rispondo io.
Ok, da domani ci occupiamo di Noemi, oggi è tutto nostro.

[explicit]

DIVERTENTISSIMA VARIAZIONE SUL TEMA
Questo libro m’è piaciuto moltissimo! :)
Il romanzo è davvero divertente, e a rendere ancora più intrigante la trama c’è il mistero su come abbia fatto il nostro protagonista ad andare a dormire a Milano, e risvegliarsi invece a Napoli (mistero la cui soluzione mi è prorpio piaciuta!).
Insomma, proprio una bella lettura, piacevole e soddisfacente!
http://www.naufragio.it/iltempodileggere/11861