“Nati due volte” di Giuseppe Pontiggia

Mi guardava con un viso bonario e sorridente, maschera della saggezza che molti assumono avvicinandosi alla vecchiaia e invece è l’ultima, definitiva, eterna forma della stupidità.

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Le intermittenze della morte

Il giorno seguente non morì nessuno.
[incipit]

La diceria […] non tardò ad arrivare ai giornali, alla radio e alla televisione, e fece rizzare immediatamente le orecchie a direttori, vice e capiredazione, persone non solo preparate a fiutare a distanza i grandi avvenimenti della storia del mondo, ma anche addestrate a ingigantirli ancora di più ogni qualvolta sia conveniente.

cardinale: Vuol dire che ha bestemmiato pure lui.
primo ministro: Non sono competente per dare giudizi di tale natura, eminenza, vivere con i miei stessi errori mi dà già abbastanza daffare.

Se gli esseri umani non morissero, allora tutto passerebbe a essere permesso, E questo sarebbe un male, domandò il filosofo vecchio, Tanto quanto il non permettere niente.

Se non riprenderemo a morire non abbiamo futuro.
Il primo ministro

Sessantaduemila cinquecentottanta, pacificati tutti in una volta per opera di un unico istante, di un attimo di tempo carico di una potenza mortifera di cui si troverebbe comparazione solo in certe deprecabili azioni umane. A proposito, non resistiamo a rammentare che la morte, di per sé, da sola, senza un aiuto esterno, ha sempre ammazzato molto meno dell’uomo.

Morire, in fin dei conti, è quello che c’è di più normale e comune nella vita, un fatto di pura routine.

Forse un giorno mi deciderò a provare, e intento continuerò a scrivere con penna, carta e inchiostro, ha il fascino della tradizione, e in questa faccenda del morire la tradizione ha un suo bel peso.
La morte

…quando caino ammazzò abele, […] avvenimenti tanto esecrabile, che sin dall’inizio del mondo è venuto a dimostrare com’è difficile vivere in famiglia.

Da dio, che per dovere d’ufficio deve stare contemporaneamente in tutto l’universo, perché altrimenti non avrebbe alcun senso averlo creato, sarebbe una pretesa ridicola aspettarsi che mostrasse un interesse speciale per quanto accade sul piccolo pianeta terra, il quale peraltro, e questo forse non è venuto in mente a nessuno, è da lui conosciuto con un nome completamente diverso.

L’uomo si mosse, forse sognava, forse continuava a suonare i tre brani di schumann e gli era uscita una nota falsa, un violoncello non è come un pianoforte, il pianoforte ha le note sempre negli stessi posti, sotto ogni tasto, mentre il violoncello le disperde in tutta la lunghezza delle corde, bisogna andare a cercarle, fissarle, coglierle nel punto giusto, muovere l’arco con la giusta inclinazione e la giusta pressione, niente di più facile, di conseguenza, che sbagliare una o due note quando si sta dormendo.

…partendo dal bambino rugoso e arrossato fra le braccia della madre fino al giorno d’oggi, quando ci domandiamo se siamo veramente quelli che eravamo, o se un genio della lampada non ci starà magari sostituendo con un’altra persona a ogni ora che passa.

In tutto il mondo c’è solo un posto dove la morte non può mettersi. […] Quello che chiamano urna, cassa, tomba, bara, feretro, cataletto, lì, io non c’entro, ci entrano solo i vivi, dopo che li ammazzo, è chiaro.
La morte

La morte si domanda ora dove sarà anfitrite, la figlia di nereo e doride, dove sarà quel che, pur non essendo, mai esistito nella realtà, ciononostante per breve tempo ha dimorato nella mente umana al fine di crearvi, per breve tempo pure, una certa e particolare maniera di dare senso al mondo.

Il sole non molesta le orbite vuote, ragion per cui i crani recuperati negli scavi archeologici non hanno necessità di abbassare le palpebre quando la luce batte improvvisamente sulle loro facce e il felice antropologo annuncia che il suo reperto osseo ha tutta l’aria di essere un neanderthal, anche se un esame successivo viene poi a dimostrare che in definitiva si tratta di un volgare homo sapiens.

Il violoncellista: Non capisco niente, parlare con lei è come ritrovarsi in un labirinto senza porte.
La morte: Ecco qui un’eccellente definizione della vita.
Il violoncellista: Lei non è la vita.
La morte: Io sono molto meno complicata.

E’ il mio più grande difetto, dico tutto sul serio, anche quando faccio ridere, soprattutto quando faccio ridere.
Il violoncellista

La morte tornò a letto, s abbracciò all’uomo e, senza ben capire quel che le stava succedendo, lei, che non dormiva mai, sentì che il sonno le faceva calare dolcemente le palpebre. Il giorno seguente non morì nessuno.

[Explicit, selezionare per leggere]

Frasi da Le intermittenze della morte di José Saramago

Cantico di Frate Sole

Altissimu, onnipotente, bon Signore,
tue so’ le laude, la gloria e l’honore et onne benedictione.
Ad te solo, Altissimo, se konfano,
et nullu homo ène dignu te mentovare.

Laudato sie, mi’ Signore, cum tucte le tue creature,
spetialmente messor lo frate sole,
lo qual’è iorno, et allumini noi per lui.
Et ellu è bellu e radiante cum grande splendore:
de te, Altissimo, porta significatione.

Laudato si’, mi’ Signore, per sora luna e le stelle:
in celu l’ài formate clarite et pretiose et belle.

Laudato si’, mi’ Signore, per frate vento
et per aere et nubilo et sereno et onne tempo,
per lo quale a le tue creature dài sustentamento.

Laudato si’, mi’ Signore, per sor’aqua,
la quale è multo utile et humile et pretiosa et casta.

Laudato si’, mi’ Signore, per frate focu,
per lo quale ennallumini la nocte:
ed ello è bello et iocundo et robustoso et forte.

Laudato si’, mi’ Signore, per sora nostra matre terra,
la quale ne sustenta et governa,
et produce diversi fructi con coloriti flori et herba.

Laudato si’, mi’ Signore, per quelli ke perdonano per lo tuo amore
et sostengo infirmitate et tribulatione.
Beati quelli ke ‘l sosterrano in pace,
ka da te, Altissimo, sirano incoronati.

Laudato si’, mi’ Signore, per sora nostra morte corporale,
da la quale nullu homo vivente pò skappare:
guai a quelli ke morrano ne le peccata mortali;
beati quelli ke trovarà ne le tue sanctissime voluntati,
ka la morte secunda no ‘l farrà male.

Laudate e benedicete mi’ Signore et rengratiate
e serviateli cum grande humilitate.

 

 

 

LA GRANDE REALTA’

Qualche volta vedo al di là di questo mondo. Vedo una Grande Realtà.
E’ la Grande Realtà di Dio.
Non si può veramente descriverla. Là non esiste il male, tutto è
bene. In Dio il male non esiste.
Il mondo in cui viviamo viene da quel mondo, come la goccia di
rugiada viene dal cielo del mattino; noi esseri umani veniamo da
quel mondo e ci torneremo, proprio come la goccia di rugiada.
E’ il luogo in cui vanno le nostre preghiere.
Là ci sono bisonti e guerrieri-spirito sui loro cavalli.
Là non c’è sofferenza.
E’ la Grande Realtà, è così che io la chiamo.

(da “Nobile Uomo Rosso” – Il mondo straordinario di un Wisdomkeeper Lakota di Harvey Arden)

GLI ANNI DELLA NOSTRA VITA

Una volta la gente viveva 900 anni o anche di più. La vostra Bibbia
lo dice e io credo a quel che dice su questo punto. Succedeva
all’inizio del tempo quando Dio insegnava alla razza umana il Suo
potere. Gli esseri umani obbedivano a quel potere e vivevano una vita
lunga e utile. Quando però gli uomini andarono contro la Sua Legge,
Dio ridusse il numero dei loro anni di vita: da 800 a 600, poi a 400,
a 200 e così via.
Noi indiani ricordiamo quando alcuni dei nostri vivevano fino a
140 anni; questo succedeva circa novant’anni fa. Oggi la durata media
della vita nelle riserve raggiunge a stento i quarant’anni.
Molto presto nasceremo al mattino e moriremo alla sera.

(da “Nobile Uomo Rosso” – Il mondo straordinario di un Wisdomkeeper Lakota di Harvey Arden)

IL TABERNACOLO DI DIO

L’Universo è il tabernacolo di Dio.
Quando il vento soffia, quello è il respiro di Dio.
Quando voi respirate, quando io respiro, anche questo è il respiro di Dio.
Dio ci ha dato la pace. Andate su una collina domattina presto e guardate la valle sotto di voi. Quanta pace, è tutto tranquillo. Si sente solo il canto degli uccelli che lodano Dio.

(da “Nobile Uomo Rosso” – Il mondo straordinario di un Wisdomkeeper Lakota
di Harvey Arden)

DIO HA CREATA OGNI COSA ESTREMAMENTE SEMPLICE

Dio ha fatto ogni cosa estremamente semplice. La nostra vita è molto semplice, facciamo quello che vogliamo. L’unica legge a cui obbediamo è la Legge naturale, la Legge di Dio. Seguiamo soltanto
quella.
Non abbiamo bisogno delle vostre chiese. Abbiamo le Colline Nere, che sono la nostra chiesa. E non abbiamo bisogno della vostra Bibbia. Abbiamo il vento e la pioggia e le stelle come Bibbia. Il mondo è come una Bibbia aperta e da milioni di anni la studiamo.
Abbiamo imparato che Dio governa l’Universo e che tutto ciò che Dio ha creato ha vita. Persino le rocce sono vive. Quando le usiamo nelle nostre cerimonie delle capanne sudatorie parliamo con loro…
e loro ci rispondono.

(da “Nobile Uomo Rosso” – Il mondo straordinario di un Wisdomkeeper Lakota di Harvey Arden)

LA CONDIVISIONE

Noi Lakota abbiamo le nostre cerimonie di distribuzione di doni.
Quando succede qualcosa d’importante, festeggiamo condividendo ciò
che abbiamo. La cosa che ci piace di più è fare regali agli altri,
condividere con gli altri. Persino il più povero tra noi condivide
ciò che ha. Siamo un popolo che ama condividere.
Più date, più riceverete da dare. Dio vi darà una misura maggiore
della Sua Bontà da condividere con gli altri. Quando date agli altri
state condividendo con Dio.
Dio ama chi sa dare.

(da “Nobile Uomo Rosso” – Il mondo straordinario di un Wisdomkeeper Lakota
di Harvey Arden)

LA MISERICORDIA DI DIO

Dio mostra la Sua misericordia ogni giorno.
Che abbiate torto o che abbiate ragione, Egli vi ama sempre. Egli
ama ciò che ha creato.

(da “Nobile Uomo Rosso” – Il mondo straordinario di un Wisdomkeeper Lakota
di Harvey Arden)