Addio, e grazie per tutto il pesce

Lontano, nei dimenticati spazi non segnati sulle carte geografiche del limite estremo e poco à la page della Spirale Ovest della Galassia, c’è un piccolo e insignificante sole giallo.
A orbitare intorno a esso alla distanza di circa centoquarantanove milioni di chilometri c’è un piccolo, trascurabilissimo pianeta verdazzurro le cui forme di vita, discendenti dalle scimmie, sono così incredibilmente primitive da credere ancora che gli orologi digitali siano una brillante invenzione.
[incipit]

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Good Omens di Terry Pratchett & Neil Gaiman

CAVEAT
Bringing about Armageddon can be dangerous. Do not attempt it in your own home.

[AVVERTIMENTO
Causare l’Armageddon può essere pericoloso. Non provateci a casa.]

Frase scritta nella pagina dopo il titolo, prima delle note di copyright e simili

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La Compagnia dei Celestini di Stefano Benni

“E’ stato calcolato che il peso delle formiche esistenti sulla terra è pari a venti milioni di volte quello di tutti i vertebrati.” Così lo scultore ottocentesco Amos Pelicorti detto Mirmidone rispondeva a coloro che gli chiedevano perché componesse le sue opere in mollica di pane. Da quando aveva letto la notizia su un giornale era rimasto a tal punto folgorato da lasciare le predilette sculture di marmo per il candore alternativo della farina. I suoi capolavori venivano sfornati caldi e dati in pasto alle formiche.
[incipit]

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L’ultimo orco di Silvana De Mari

Mentre, alla testa dei Mercenari di Daligar, comandava l’inseguimento del Maledetto Elfo, il Capitano Rankstrail, detto l’Orso, cercò di ricordarsi da quanti anni lo inseguiva.
[incipit]

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Il Lupo Garou di Leonie Swann

“Cosa state facendo?” domandò la capra con un corno solo.
“Un thriller!” proclamò la capra grigia, agitando drammaticamente le orecchie.
“Con le pecore?” domandò la capra con un corno solo, strizzò un occhio e sbirciò con aria critica attraverso lo steccato.
“Un capriccio!” disse la capra grigia scalpitando.
“Una commedia!” disse la capra sul comò.
“Non sarà mai e poi mai una commedia,” disse la capra con un corno solo e guardò ancora attraverso il recinto.
“È tutto una commedia!” brontolò la capra sul comò. “Una commedia con tanto rosso!”
Le tre capre guardarono le pecore che pascolavano ignare.
“Tutto questo ce lo immaginiamo soltanto!” disse la capra con un corno solo.
[incipit]

Le pecore madri portarono gli agnelli al sicuro, lontano dall’uomo con il piccolo cane. E trovarono un… un… […] Un mucchio di fieno! […] Esatto, un mucchio di fieno! […] E le pecore madri si sfamarono e gli agnelli si rotolarono tutti insieme,e nel fieno, e tacquero!
Quello che le pecore ricordano della storia di “The Silence of the Lambs” (letteralmente “Il silenzio degli agnelli”, titolo originale de “Il Silenzio degli Innocenti”), letto loro da Rebecca.
(Pagina 17)

Zora alzò gli occhi al cielo e passò per prima attraverso il filo metallico, superando la capra con l’orecchio nero. Prudente. Sicura. Come sull’orlo di un precipizio. Anche il bosco era un precipizio. Solo che non andava verso il basso, bensì verso l’interno.
(Pagina 71)

Rebecca si fermò e si guardò intorno. Le guardò. Le pecore si sforzarono di sembrare leggere e fioccose. Leggere, fioccose e immobili, come la neve.
(Pagina 85)

Improvvisamente Maple ebbe la strana sensazione di non dover vedere affatto. Aveva già visto, ma non aveva capito. La traccia del Garou era nella sua testa, da qualche parte, così vicina che poteva toccarla.
Maple chiuse gli occhi e guardò ancora.
(Pagina 215)

Improvvisamente Maple sentì di essere su una pista importante. Chiara e larga come una strada. La pecora più taciturna del gregge era un interlocutore sorprendentemente stimolante.
(Pagina 222)

Allora le pecore cominciarono ad aver paura, prima tutte insieme, poi ognuna per conto suo.
(Pagina 259)

Gli esseri umani credevano di pensare più di tutti gli altri esseri viventi. Questo era un errore. Anche le pecore pensavano ininterrottamente profondi pensieri lanosi. Gli uomini, però, avevano le mani per afferrare i loro pensieri, per trattenerli, per dar loro una forma, per trascinarli dal nebuloso mondo dei pensieri sul pascolo della vita, per metterli per iscritto e passarli ad altri, da una testa all’altra, di mano in mano.
(Pagina 275)

Un gregge è come… come un agnello. Bisogna proteggerlo. Qualunque cosa accada. Bisogna proteggerlo perché c’è.
Sir Ritchfield
(Pagina 404-405)

Heathcliff: Hai paura?
Othello: Non ha importanza. È il mio gregge. Questo è importante. Un montone difende il suo gregge contro tutto. Tutto. […] Non è sempre così importate se si ha paura oppure no.
(Pagina 405)

Sorgente: Il Lupo Garou « il tempo di leggere

Il sole nudo « il tempo di leggere

Da Il sole nudo di Isaac Asimov

Elijah Baley combatteva con ostinazione il panico.
Era due settimane che montava. Forse anche di più. Aveva incominciato a montare fin da quando lo avevano chiamato a Washington per dirgli tranquillamente che i suoi compiti erano cambiati.
[incipit]

Baley si sentiva molto meglio. Strano che tutti i pensieri, tutte le forze intellettuali che era in grado di radunare non ce l’avessero fatta a sollevarlo dal panico; mentre una lustrata alla sua vanagloria aveva funzionato al volo.
(Pagina 32)

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Il giudice e il suo boia di Friedrich Dürrenmatt

La mattina del tre novembre 1948, nel punto in cui la strada di Lamboing (uno dei villaggi del Tassenberg) esce dal bosco che degrada lungo il vallone del Twannbach, il gendarme di Twann, Alphons Clenin, trovò una Mercedes azzurra ferma sul ciglio della strada.
[incipit]

 

Bärlach: Non ho campanelli. Non ne ho bisogno; la porta d’entrata è sempre aperta.
Tschanz: Anche quando lei è via?
Bärlach: Anche quando sono via. Mi piace tornare a casa e vedere se mi hanno rubato qualcosa oppure no.

(Pagina 25)

Tu non vivrai oltre questa sera. Il boia che ho scelto per te, verrà oggi a cercarti. E ti ucciderà perché, in nome di Dio, bisogna pure che qualcuno lo faccia.

(Pagina 93)

I morti hanno sempre ragione.

(Pagina 101)

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Poirot e i quattro

Ho conosciuto persone che sanno godersi una traversata della Manica, persone che riescono a starsene sedute tranquille sul ponte ad aspettare che la nave sia attraccata al molo per poi ritirare i bagagli con calma e sbarcare. Io non sono tra queste.
[incipit]

 

«Sì, è molto intelligente, il Numero Quattro.»
«Tanto quanto Hercule Poirot?» mormorai.
Il mio amico mi lanciò un’occhiata di dignitoso rimprovero.
«Certe battute di spirito potreste risparmiarmele» disse sentenziosamente. «Non ho forse salvato un innocente dalla forca? Mi pare che basti, per oggi.»

(Pagina 38-39)

C’è mancato poco! […] Non fosse stato per i miei occhi velocissimi, occhi di gatto, a quest’ora Hercule Poirot sarebbe morto… una tragedia per il mondo intero. E così voi, mon ami… anche se la vostra morte non sarebbe una tale calamità.
Poirot a Hastings

(Pagina 52)

«Non dimenticate che ci troviamo di fronte non a un comune criminale qualunque, ma al secondo più geniale cervello che esista al mondo!»
Non volli dargli la soddisfazione di fargli l’ovvia domanda. Conoscevo già la risposta di Poirot.

(Pagina 82)

Japp: Volete venire a dare un’occhiata al cadavere prima che i medici si mettano all’opera? Chissà, forse il suo nodo della cravatta è un po’ storto e questo sarà per voi un indizio prezioso che spiegherà il mistero-
Poirot: Mio caro Japp, durante tutto il pranzo ho dovuto resistere alla tentazione di raddrizzare il vostro nodo della cravatta. Permettete, vero? Ah! Ecco, così va bene. Sì, certo, andiamo all’obitorio.

(Pagina 102-3)

Hastings: E’ maggiore o minore di voi?
Poirot: E’ nato lo stesso giorno.
Hastings: Un gemello!
Poirot: Proprio così, Hastings. Voi balzate sempre alla giusta conclusione con infallibile intuito.

(Pagina 155)

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L’ultima possibilità di Seita Parkkola

Mi chiamo Borea e ho dodici anni. Niente male come età. Anche se per un ragazzo può essere la cosa peggiore che gli possa capitare. Peggiore che farsi rapire da trafficanti d’organi o restare per sempre in castigo a scuola dopo le lezioni.
Avere dodici anni è un tamponamento a catena di otto automobili.
E’ restare impigliato sulle montagne russe con la testa in giù.
Ecco la mia storia.
E’ anche la storia di India, che è una ragazza, non un paese o un continente, e di una fabbrica, che una volta era stata un ospedale, e dove poi avevano confezionato biscotti. Al momento è abbandonata
Non sono un cattivo ragazzo. Ma nemmeno un angioletto.
[incipit]

 

[La fabbrica] odorava di polvere, ruggine e fabbrica abbandonata. L’odore che uno può immaginare abbia l’oblio.
Borea

(Pagina 83)

India: Cosa pensi di tutto questo?
Borea: Che i figli rendono schiavi i genitori. E gli adulti immaginano che, per amore, debbano nascondersi.

(Pagina 220)

Mentre ero in volo, per una frazione di secondo, riuscivo a dimenticare che non c’era alcun motivo di stare allegri.
Borea

(Pagina 309)

Io gli voglio bene nonostante questo e forse proprio per questo. A volte bisogna tenerli d’occhi, gli adulti.
Borea

(Pagina 361)

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The Importance of Being Earnest L’importanza di Essere Onesto

Algernon: Did you hear what I was playing, Lane?
Lane: I didn’t think it polite to listen, sir.
Algernon: I’m sorry for that, for your sake. I don’t play accurately – any one can play accurately – but I play with wonderful expression. As far as the piano is concerned, sentiment is my forte. I keep science for Life.

Algernon: Lane, hai sentito quello che suonavo?
Lane: Non ho ritenuto educato ascoltare, signore.
Algernon: Peggio per te. Io non suono con precisione – chiunque riesce a suonare con precisione – ma suono con un’espressione incantevole. Per quel che riguarda il piano, il sentimento è il mio punto di forza. La scienza la riserbo alla Vita.

[incipit]

The Importance of Being Earnest (L’importanza di essere Onesto) / Oscar Wilde

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