Welcome to Night Vale, episode 3 – Station Management

The Arctic is lit by the midnight sun. The surface of the moon is lit by the face of the Earth. Our little town is lit too, by lights just above that we cannot explain.
Welcome to Night Vale.

L’Artico è illuminato dal sole di mezzanotte. La superficie della luna è illuminata dalla faccia della Terra. Anche la nostra piccola città è illuminata, da luci proprio su di noi che non possiamo spiegare.

Meanwhile, the Creeping Fear passed, first leaving Larry Leroy out on the edge of town, and then the Car Lot, where they went back to offering gently used cars at affordable prices, and finally the rest of us – who could go back to living with the knowledge that at any given moment we will either live or die, and it’s no use guessing which.

Nel frattempo, la Paura Insidiosa è passata, prima lasciando Larry Leroy ai margini della città, e poi il Piazzale, dove sono tornati a offrire macchine usate con parsimonia a prezzi convenienti, e infine il resto di noi – che siamo potuti tornare a vivere con la consapevolezza che in ogni singolo momento vivremo o moriremo, ed è inutile indovinare quale dei due.

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Bisogna morire una volta per sapere quanto può essere bella la vita.
da Il vento non sa leggere di Richard Mason

Fa pure del tuo peggio per sfuggirmi, tu in me vivrai per tutta la mia vita e vita non durerà più a lungo del tuo amore, perchè sol da questo affetto essa dipende” da I sonetti di William Shakespeare

Il tempo cambia molte cose. Anche la ferita più orribile si può rimarginare. Si può morire subito di collera e di dolore, ma se si sopravvive significa che una forza sconosciuta ci spinge verso la vita.
da L’Oracolo di Valerio Massimo Manfredi

L’ultimo orco di Silvana De Mari

Mentre, alla testa dei Mercenari di Daligar, comandava l’inseguimento del Maledetto Elfo, il Capitano Rankstrail, detto l’Orso, cercò di ricordarsi da quanti anni lo inseguiva.
[incipit]

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La Cripta dei Cappuccini

Frasi da La Cripta dei Cappuccini di Joseph Roth.

Il nostro nome è Trotta. La nostra casata è originaria di Sipolje, in Slovenia. Casata, dico; perché noi non siamo una famiglia. Sipolje non esiste più, da tempo ormai. Oggi, insieme con parecchi comuni limitrofi, forma un centro più grosso. Si sa, è la volontà dei tempi. Gli uomini non sanno stare soli. Si uniscono in assurdi aggruppamenti, e soli non sanno stare neanche i villaggi. Nascono così entità assurde. I contadini sono attratti dalla città e gli stessi villaggi aspirano per l’appunto a diventare città.
[incipit]

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Our lives begin to end the day we become silent about things that matter.

Martin Luther King Jr.

Il giudice e il suo boia di Friedrich Dürrenmatt

La mattina del tre novembre 1948, nel punto in cui la strada di Lamboing (uno dei villaggi del Tassenberg) esce dal bosco che degrada lungo il vallone del Twannbach, il gendarme di Twann, Alphons Clenin, trovò una Mercedes azzurra ferma sul ciglio della strada.
[incipit]

 

Bärlach: Non ho campanelli. Non ne ho bisogno; la porta d’entrata è sempre aperta.
Tschanz: Anche quando lei è via?
Bärlach: Anche quando sono via. Mi piace tornare a casa e vedere se mi hanno rubato qualcosa oppure no.

(Pagina 25)

Tu non vivrai oltre questa sera. Il boia che ho scelto per te, verrà oggi a cercarti. E ti ucciderà perché, in nome di Dio, bisogna pure che qualcuno lo faccia.

(Pagina 93)

I morti hanno sempre ragione.

(Pagina 101)

via il tempo di leggere » Il giudice e il suo boia.

La morte a Venezia

Gustav Aschenbach o von Aschenbach, come ufficialmente suonava il suo nome dal giorno del suo cinquantesimo compleanno, in un giorno di primavera dell’anno 19…, quello che per mesi e mesi aveva mostrato al nostro continente una faccia tanto minacciosa, aveva intrapreso, da solo, una lungua passeggiata partendo da casa sua nella Prinzregentstrasse di Monaco.
[incipit]

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