Winter Outlook by wotawota on DeviantArt

Tea on the table
I look out of my window
Just snow in the air

 

wotawota

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I canti della notte

“Di lacrime e di sangue, di polvere e di vento
di tutti i nostri sogni è la sabbia del deserto, perché e lì che sono scritte le storie di noi tutti
puttane, sognatori, eroi per caso e farabutti.
E il deserto è il cimitero della gente senza storia
di paure, gran menzogne e amori ignoti alla memoria,
tra rovine di un passato di violenze e di rancori
per trovarsi, nel domani, una volta ancor più soli.
…ma non si fermerà, e anzi, mai sarà finita…
la canzone del deserto…il deserto della vita…”

“…d’infinite solitudini, di lacrime e di vento,
di sangue e di follie è la sabbia del deserto,
di eroi senza volerlo, di amori senza fine,
di strade nella polvere che incrociano le vite.”

da “I canti della notte” di Wallendream X (il poeta nomade)

Casino Totale

Ci guardammo, stanchi e frastornati.
“Casino totale, vero?”.
“Proprio così, bella mia”.

I personaggi non sono mai esistiti. Neppure il narratore. Solo la città è veramente reale. Marsiglia. E tutti coloro che ci abitano. Con quella passione che è solo loro. Questa storia è la loro storia. Echi e reminiscenze.
Nota dell’autore

Aveva solo l’indirizzo. Rue des Pistoles, nel Vieux Quartier. Erano anni che non tornava a Marsiglia. Ora non aveva più scelta.
[incipit]

Aveva la rada ai suoi piedi. Dall’Estaque alla Pointe-Rouge. Le isole di Frioul, di Chàteau d’If. Marsiglia in cinemascope. Una meraviglia.

L’amicizia ha le sue regole, non si sfugge.

Marsiglia non è una città per turisti. Non c’è niente da vedere. La sua bellezza non si fotografa. Si condivide. Qui, bisogna schierarsi. Appassionarsi. Essere per, essere contro. Essere, violentemente. Solo allora, ciò che c’è da vedere si lascia vedere. E allora è troppo tardi, si è già in pieno dramma. Un dramma antico dove l’eroe è la morte. A Marsiglia, anche per perdere bisogna sapersi battere.

Il piacere passa attraverso il rispetto. A cominciare dalle parole. L’ho sempre pensato.

Tanta banalità e cattivo gusto in un luogo così carico di storie dolorose, mi sembra il simbolo di questa fine secolo.

E’ nei momenti di dolore che si riscopre di essere un esiliato.

Perché è così difficile farsi un amico dopo i quarant’anni? Perché non abbiamo più sogni, ma solo rimpianti?

Guardai i suoi figli. I lineamenti erano mosci. Nei loro occhi, sfuggenti, nessun lampo di rivolta. Amari dalla nascita. Avrebbero nutrito odio solo per i più poveri. E per chi avrebbe tolto loro il pane. Arabi, neri, ebrei, gialli. Mai per i ricchi. Si capiva già come sarebbero diventati. Poca cosa. Nel migliore dei casi, autisti di taxi, come il padre. E la ragazza, shampista. O commessa al Prisunic. Dei francesi medi. Cittadini della paura.

Ero come tutti gli uomini che navigano verso la cinquantina. Stavo qui a chiedermi se la vita aveva risposto alle mie speranze. Volevo dirmi di sì, ma mi restava poco tempo. Perché quel sì non fosse una menzogna.

Ma la poesia non ha mai dato risposte. Testimonia, e basta. La disperazione. E le vite disperate.

Essere pugile non significa soltanto colpire, ma, prima di tutto, imparare a ricevere i colpi. A incassare. A fare in modo che quei colpi facciano meno male possibile. La vita non è altro che un succedersi di round.

“Non posso tornare indietro, Babette. Non so dove tutto questo mi porterà. Ma ci vado. Non ho mai avuto uno scopo nella vita. Ora ce l’ho. Vale quel che vale, ma mi sta bene”.
Mi era piaciuta la luce dei suoi occhi, quando si era staccata da me.
“L’unico scopo è vivere”.
“E’ proprio ciò che ho detto”.

Lo sguardo degli altri è un’arma di morte.

Non sopporterei di essere amato da una donna che non ha niente da perdere. Amare, è questo, la possibilità di perdere.

Fuori, il sole mi inondò il viso. L’impressione di tornare alla vita.
La vera vita. Dove la felicità è un insieme di piccoli fatti insignificanti. Un raggio di sole, un sorriso, la biancheria stesa a una finestra, un bambino che gioca a calcio con una scatola di conserva, un’aria di Vincent Scotto, un leggero colpo di vento sotto la gonna di una donna…

Hassan si era fatto una bella clientela di giovani, liceali e studenti. Quelli che saltano i corsi, soprattutto i più importanti. Parlavano del futuro del mondo davanti a una birra, poi, dopo le sette di sera, decidevano di ricostruirlo. Non serviva a niente, ma era bello farlo.

So che per te non è una questione di vendetta, ma esistono cose che non si possono lasciar correre. Perché, altrimenti, non ti puoi più guardare allo specchio.
Pérol

Ricordavo la canzone dei Doors. “The End”.
Era sempre la fine, annunciata, che si avvicinava a noi. Bastava aprire i giornali alla pagina internazionale o alla cronaca. Non occorrono le armi nucleari. Ci ammazziamo con ferocia preistorica.

da Casino Totale di Jean-Claude Izzo

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Bridget Jones: Mad about the Boy « il tempo di leggere

All the thoughts are going away. Just like the little birds in their nests, and the rabbits in their rabbits holes. The thoughts don’t need Billy e Mabel tonight. The world will turn without them. The moon will shine without them. And all Billy and Mabel need to do is rest and sleep.

Tutti i pensieri se ne stanno andando. Proprio come gli uccellini nei loro nidi, e i conigli nelle loro tane. I pensieri non hanno bisogno di Billy e mabel stanotte. Il mondo andrà avanti senza di loro. La luna brillerà senza di loro. E tutto quello che Billy e Mabel devono fare è riposare e dormire.

Una poesia della buonanotte scritta da Mark Darcy per i figli
Da Bridget Jones: Mad about the Boy di Helen Fielding

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Bisogna morire una volta per sapere quanto può essere bella la vita.
da Il vento non sa leggere di Richard Mason

Fa pure del tuo peggio per sfuggirmi, tu in me vivrai per tutta la mia vita e vita non durerà più a lungo del tuo amore, perchè sol da questo affetto essa dipende” da I sonetti di William Shakespeare

Il tempo cambia molte cose. Anche la ferita più orribile si può rimarginare. Si può morire subito di collera e di dolore, ma se si sopravvive significa che una forza sconosciuta ci spinge verso la vita.
da L’Oracolo di Valerio Massimo Manfredi