“Nati due volte” di Giuseppe Pontiggia

Mi guardava con un viso bonario e sorridente, maschera della saggezza che molti assumono avvicinandosi alla vecchiaia e invece è l’ultima, definitiva, eterna forma della stupidità.

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Nemico, amico, amante

Amava l’opera, lui, e l’Amleto di Laurence Olivier, ma per le tragedie della vita di tutti i giorni, con il loro squallore, non aveva tempo.
“Mobili di famiglia”

…si genuflettono strepitando preghiere rivolte a un Vegliardo abitatore del cielo che ha molto a cuore le sorti di guerre e partite di calcio.
“Conforto”

Ogni albero aveva a sua volta un atteggiamento e una personalità – l’olmo sembrava sereno e la quercia minacciosa, gli aceri cordiali e semplici, il biancospino scontroso e decrepito.
“Ortiche”

Guardò in alto verso l’orologio dell’Ufficio postale e si rese conto che stava per incominciare lo sceneggiato radiofonico che tutti i giorni lei e sua madre ascoltavano. Era preoccupatissima, non perché si stava perdendo la storia, ma perché si domandava cosa sarebbe successo alle persone della vicenda, con la radio spenta, se lei e sua madre non l’accendevano. Era più di una semplice preoccupazione, era autentico orrore, al pensiero di come le cose possano andare perdute, possano non accadere, in virtù di un’assenza fortuita o del caso.
“Post and Beam”

Mai fino a ora, fino a quel preciso momento, Lorna aveva visto con altrettanta chiarezza di aver sempre contato sulla possibilità che succedesse qualcosa, qualcosa che cambiasse la sua vita.
“Post and Beam”

Quando passai accanto alla finestra del soggiorno che si affacciava sul viottolo di casa, sentii della musica. Non era del tipo che avrebbe ascoltato Queenie. Ma quel genere di musica complicata che ci capitava di sentire dalle finestre aperte di casa Vorguilla – musica che esigeva un ascolto attento e poi non arrivava da nessuna parte, o per lo meno non abbastanza in fretta. Classica, insomma.
“Queenie”

da Nemico, amico, amante di Alice Munro

Vieni di Notte

Vieni di notte,
ma nel nostro cuore è sempre notte:
e dunque vieni sempre, Signore.
Vieni in silenzio,
noi non sappiamo più cosa dirci:
e dunque vieni sempre, Signore.
Vieni in solitudine,
ma ognuno di noi è sempre più solo:
e dunque vieni sempre, Signore.
Vieni, Figlio della pace,
noi ignoriamo cosa sia la pace:
e dunque vieni sempre, Signore.
Vieni a liberarci,
noi siamo sempre più schiavi:
E dunque vieni sempre, Signore.
Vieni a consolarci,
noi siamo sempre più tristi:
e dunque vieni sempre, Signore.
Vieni a cercarci,
noi siamo sempre più perduti,:
e dunque vieni sempre, Signore.
Vieni, tu che ci ami:
nessuno è in comunione col fratello
se prima non è con te, o Signore.
Noi siamo tutti lontani, smarriti,
né sappiamo chi siamo, cosa vogliamo.
Vieni, Signore. Vieni sempre, Signore.

David Maria Turoldo

Salite e risalite per i monti cari al Vangelo

Parole.
Composti suoni, impasto di spirito e materia. Più spirito in verità.
[incipit]

Si può essere costretti a perdere e a subire la privazione, ma se si sceglie di perdere liberamente, allora è un dare potente, inaudito.

Aveva una gran fame il Maestro.
Ora poteva mangiare: il digiuno era finito-
Allora il diavolo lo lasciò ed ecco gli angeli gli si accostarono e lo servivano.
Mattero 4,11
[explicit]

frasi di Gennaro Matino

da sottosopra – Alture dell’Antico e del Nuovo Testamento
di Erri De Luca e Gennaro Matino

Voce del verbo scendere

La geografia dell’Antico Testamento appartiene al paesaggio di una rivelazione. L’intenzione di quella divinità insiste sopra un suolo e sopra un piccolo reparto dell’umanità cambiandone i connotati. Nessuno di noi può identificarsi in Abramo, nessuno può dire con certezza: questo è il Sinai. Essi sono epicentro di scosse che sciamano fino a noi.
[incipit]

Vado alle montagne per approfondire il sentimento di essere un intruso del pianeta, il contrario del possidente. Mi aiuta l’origine meridionale, residenza di vulcani e scosse periodiche, maestre di tarantella e di precarietà.

In scrittura sacra unico riparo è la divinità, la salvezza è affidarsi al suo sbaraglio. Perché mai da lei proviene una prudenza, una via di mezzo: si deve conquistare la terra promessa in schiacciante inferiorità numerica, Mosè è spedito all’assurda impresa di staccare un popolo di schiavi dalla superpotenza dell’Egitto, Geremia va a gridare in Gerusalemme assediata la resa a Nabucodonosor, Giona ad annunciare il finimondo a Ninive.

Una scalata è una costruzione di passi verso l’alto, un’opera sul vuoto.

Nessuno stenografa, nessuno prende appunti. Le orecchie allora possedevano capacità di ascolto e di memoria inarrivabili per noialtri oggi.

“Lieti gli abbassati di vento”: qui si fonda il sottosopra, la sovversione delle precedenze in terra. Essi sono i primi del mondo.

Dopo il diluvio è la condizione di tutta l’umanità, il mondo è vuoto, una stanza nella quale si è ospiti. Poi verrà il tempo di credersi padroni di suolo, acqua, aria. Dopo ogni catastrofe l’umanità prende coscienza della sua vulnerabilità, poi dimentica.

costruirono: l’opera è completa, il verbo è al passato. Quando vediamo nelle illustrazioni la torre di Babele interrotta a metà, sappiamo che si tratta di un errore. La torre è costruita. […] La testa non è affatto arrivata nei cieli, ha solo raggiunto il fondo del vicolo cieco che ogni cima dimostra. Da lì si può solTanto scendere.

Da lì l’umanità dilagherà sopra i volti di tutta la terra, dai ghiacciai ai deserti, diventando inestirpabile.
[explicit]

Frasi di Erri De Luca

da sottosopra – Alture dell’Antico e del Nuovo Testamento
di Erri De Luca e Gennaro Matino

Cantico di Frate Sole

Altissimu, onnipotente, bon Signore,
tue so’ le laude, la gloria e l’honore et onne benedictione.
Ad te solo, Altissimo, se konfano,
et nullu homo ène dignu te mentovare.

Laudato sie, mi’ Signore, cum tucte le tue creature,
spetialmente messor lo frate sole,
lo qual’è iorno, et allumini noi per lui.
Et ellu è bellu e radiante cum grande splendore:
de te, Altissimo, porta significatione.

Laudato si’, mi’ Signore, per sora luna e le stelle:
in celu l’ài formate clarite et pretiose et belle.

Laudato si’, mi’ Signore, per frate vento
et per aere et nubilo et sereno et onne tempo,
per lo quale a le tue creature dài sustentamento.

Laudato si’, mi’ Signore, per sor’aqua,
la quale è multo utile et humile et pretiosa et casta.

Laudato si’, mi’ Signore, per frate focu,
per lo quale ennallumini la nocte:
ed ello è bello et iocundo et robustoso et forte.

Laudato si’, mi’ Signore, per sora nostra matre terra,
la quale ne sustenta et governa,
et produce diversi fructi con coloriti flori et herba.

Laudato si’, mi’ Signore, per quelli ke perdonano per lo tuo amore
et sostengo infirmitate et tribulatione.
Beati quelli ke ‘l sosterrano in pace,
ka da te, Altissimo, sirano incoronati.

Laudato si’, mi’ Signore, per sora nostra morte corporale,
da la quale nullu homo vivente pò skappare:
guai a quelli ke morrano ne le peccata mortali;
beati quelli ke trovarà ne le tue sanctissime voluntati,
ka la morte secunda no ‘l farrà male.

Laudate e benedicete mi’ Signore et rengratiate
e serviateli cum grande humilitate.

 

 

 

LA GRANDE REALTA’

Qualche volta vedo al di là di questo mondo. Vedo una Grande Realtà.
E’ la Grande Realtà di Dio.
Non si può veramente descriverla. Là non esiste il male, tutto è
bene. In Dio il male non esiste.
Il mondo in cui viviamo viene da quel mondo, come la goccia di
rugiada viene dal cielo del mattino; noi esseri umani veniamo da
quel mondo e ci torneremo, proprio come la goccia di rugiada.
E’ il luogo in cui vanno le nostre preghiere.
Là ci sono bisonti e guerrieri-spirito sui loro cavalli.
Là non c’è sofferenza.
E’ la Grande Realtà, è così che io la chiamo.

(da “Nobile Uomo Rosso” – Il mondo straordinario di un Wisdomkeeper Lakota di Harvey Arden)

DIO HA CREATA OGNI COSA ESTREMAMENTE SEMPLICE

Dio ha fatto ogni cosa estremamente semplice. La nostra vita è molto semplice, facciamo quello che vogliamo. L’unica legge a cui obbediamo è la Legge naturale, la Legge di Dio. Seguiamo soltanto
quella.
Non abbiamo bisogno delle vostre chiese. Abbiamo le Colline Nere, che sono la nostra chiesa. E non abbiamo bisogno della vostra Bibbia. Abbiamo il vento e la pioggia e le stelle come Bibbia. Il mondo è come una Bibbia aperta e da milioni di anni la studiamo.
Abbiamo imparato che Dio governa l’Universo e che tutto ciò che Dio ha creato ha vita. Persino le rocce sono vive. Quando le usiamo nelle nostre cerimonie delle capanne sudatorie parliamo con loro…
e loro ci rispondono.

(da “Nobile Uomo Rosso” – Il mondo straordinario di un Wisdomkeeper Lakota di Harvey Arden)

LE ISTRUZIONI DI DIO

L’Uomo Bianco è venuto in questo paese e ha dimenticato le sue
Istruzioni originali. Noi Indiani non abbiamo mai dimenticato le
nostre Istruzioni.

Dio impartisce Istruzioni a ogni creatura, in accordo al Suo piano
per il mondo. Dio ha dato le Sue Istruzioni a tutte le creature
della Natura. Il pino e la betulla seguono fedelmente le Sue
Istruzioni e fanno il loro dovere nel mondo di Dio. I fiori, anche i
più piccoli, sbocciano e appassiscono in accordo con le Sue
istruzioni. Gli uccelli, anche i più piccoli, vivono, volano e
cantano in accordo alle Sue Istruzioni.

Perchè gli esseri umani dovrebbero agire diversamente?

(da“Nobile Uomo Rosso” – Il mondo straordinario di un Wisdomkeeper Lakota di  Harvey Arden)