“Nati due volte” di Giuseppe Pontiggia

Mi guardava con un viso bonario e sorridente, maschera della saggezza che molti assumono avvicinandosi alla vecchiaia e invece è l’ultima, definitiva, eterna forma della stupidità.

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Chiesi a Dio la ricchezza per poter essere felice
e mi diede la povertà perché fossi saggio.
Chiesi di tutto per potermi godere la vita
ebbi la vita per godere di tutto.
Non ebbi nulla di quello che avevo chiesto,
ma ebbi tutto quello che avevo sperato.

(Dal muro di un vecchio monastero)

White Collar, stagione 2

[A proposito di un senatore]
— Ne hai sentito parlare?
— Sono attento alla politica. E’ popolare. Anche Mozzie ha votato per lui.
— Mozzie vota?
— Più speso di quanto immagineresti. O approveresti.
Peter e Neal

(Episodio 2)

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Norwegian Wood

Avevo trentasette anni, ed ero seduto a bordo di un Boeing 747. Il gigantesco velivolo aveva cominciato la discesa attraverso densi strati di nubi piovose, e dopo poco sarebbe atterrato all’aeroporto di Amburgo. La fredda pioggia di novembre tingeva di scuro la terra trasformando tutta la scena, con i meccanici negli impermeabili, le bandiere issate sugli anonimi edifici dell’aeroporto e l’insegna pubblicitaria della Bmw, in un tetro paesaggio di scuola fiamminga. È proprio vero: sono di nuovo in Germania, pensai.
[incipit]

Capisco che in fondo a poter riempire quel contenitore imperfetto che è la scrittura, sono solo ricordi e pensieri altrettanto imperfetti.
(Pagina 12)

Di persone strane nel corso della mia vita ho avuto modo di incontrarne e conoscerne tante da aver perso il conto, ma non ho mai trovato uno più strano di lui. Aveva letto talmente tanto che come lettore io non potevo neanche accostarmi a lui, ma di regola non prendeva in mano un libro se lo scrittore non era morto da almeno trent’anni. Come fai se no a fidarti? diceva.
Watanabe a proposito di Nagasawa
(Pagina 40-41)

Non sono affatto d’accordo che per il mondo contemporaneo esistano problemi più seri di quelli proposti dalla tragedia greca.
Il professore di “Storia del dramma 2″
(Pagina 76)

— […] L’aspetto migliore di questo posto è che qui tutti ci aiutiamo a vicenda. Siccome siamo tutti consapevoli di essere imperfetti, cerchiamo di aiutarci. E negli altri posti ciò non avviene, purtroppo. Negli altri posti un medico rimane sempre un medico, e un paziente un paziente. Il paziente chiede l’aiuto del medico, e il medico glielo concede. Invece qui noi ci aiutiamo tutti a vicenda. […] Tu aiuterai Naoko, e Naoko aiuterà te.
— Ma come dovrei fare, concretamente?
— La prima cosa è pensare che vuoi aiutare l’altra persona. E che anche tu hai bisogno del suo aiuto.
Reiko e Watanabe
(Pagina 129)

— Conosco la differenza tra le persone che sanno aprire il loro cuore, e quelle che non sanno farlo. Tu sai aprirlo. Ma solo quando dici tu, beninteso.
— E se uno lo apre cosa accade?
— Si guarisce.
Reiko e Watanabe
(Pagina 133)

Mah, in una cosa sicuramente noialtri siamo normali. Nel fatto che almeno sappiamo di non esserlo.
Reiko
(Pagina 194)

Le sue storie del passato sono tutte più o meno su questo stile. Senza un filo di dramma, ma sempre un po’ eccentriche. A sentire i suoi racconti, ci si può fare l’idea che in Giappone da cinquanta sessant’anni a questa parte, non sia successo nemmeno l’evento più insignificante. Dell’incidente del 26 febbraio o della Seconda guerra mondiale lui ti dirà: «Ah, già, è vero, me ne ero quasi dimenticato».
Midori a proposito del padre
(Pagina 252-53)

La vita è una scatola di biscotti. […] Hai presente quelle scatole di latta con i biscotti assortiti? Ci sono sempre quelli che ti piacciono e quelli che no. Quando cominci a prendere subito tutti quelli buoni, poi rimangono solo quelli che non ti piacciono. È quello che penso sempre io nei momenti di crisi. Meglio che mi tolgo questi cattivi di mezzo, poi tutto andrà bene. Perciò la vita è una scatola di biscotti.
Modori
(Pagina 323)

Quando tutto attorno è buio non c’è altro da fare che aspettare tranquilli che gli occhi si abituino all’oscurità.
Reiko
(Pagina 331)

Per quanto uno possa raggiungere la verità, niente può lenire la sofferenza di perdere una persona amata. Non c’è verità, sincerità, forza, dolcezza che ci possa guarire da una sofferenza del genere. L’unica cosa che possiamo fare è superare la sofferenza attraverso la sofferenza, possibilmente cercando di trarne qualche insegnamento, pur sapendo che questo insegnamento non ci sarà di nessun aiuto la prossima volta che la sofferenza ci colpirà all’improvviso.
(Pagina 349)

da Norwegian Wood di Murakami Haruki

Il figlio della luce

Frasi dal libro Il figlio della luce di Christian Jacq (Il romanzo di Ramses 1)

Il toro selvaggio, immobile, fissava il giovane Ramses.
[incipit]

Un uomo vero di spinge fino al limite delle sue forze. Un re va oltre.
[…]
Tu stavi nascosto nella mia mano come una stella; oggi, io apro le dita. Brilla o scompari.

Sethi
(Pagina 13)

— Non ho vinto il toro.
— Hai vinto la paura, il primo degli avversari lungo il cammino della saggezza.

Ramses e Sethi
(Pagina 15)

Ramses si rese conto della precarietà della propria esistenza e, al tempo stesso, della possanza che gli elementi potevano trasmettere all’anima del silenzioso. Dio aveva creato il deserto perché gli uomini tacessero e udissero la voce del fuco sacro.

(Pagina 63)

Ramses ricopiava su papiro una massima del saggio Ptahhotep […]. Il principe si impregnava di quel pensiero, quasi che l’antico autore si rivolgesse, al di là dei secoli, direttamente a lui.

(Pagina 115)

Una parola perfetta è più nascosta della pietra verde e tuttavia si trova tra servi che faticano alla mola.

Massima del saggio Ptahhotep citata da Nefertari
(Pagina 131)

— Quale credi che sia lo scopo di questa spedizione?
— Riportare turchesi agli dei.
— Sono indispensabili al benessere del paese?
— No, ma… Come non tener conto della loro bellezza?
— Il profitto non deve essere la fonte della nostra ricchezza, perché la minerebbe dal di dentro; privilegia in ogni essere umano e in ogni cosa ciò che ne assicura il prestigio, vale a dire la sua qualità, il suo ascendente, il suo genio. Cerca ciò che è insostituibile.

Sethi e Ramses
(Pagina 168)

Chi desidera regnare è un insensato o un incapace […]. In quanto Faraone, tu sarai il primo servitore del tuo popolo, un servitore che non avrà più diritto al riposo e alle gioie pacifiche degli altri uomini.

Sethi
(Pagina 374)

Lo meritava davvero, quello schiacciante nome di Figlio della Luce?

[explicit, selezionare per leggere]

INTERESSANTE MA NON EMOZIONANTE
Una rilettura che purtroppo non ha eguagliato gli entusiastici ricordi della prima e non ha saputo ri-conquistarmi. La prima volta questi romanzi se non ricordo male uscirono a distanza di un mese l’uno dall’altro, e io fremevo ogni volta per continuare con la storia, mentre ora neanche mi va di leggere gli altri libri della serie. Prima o poi, però, proseguirò!
http://www.naufragio.it/iltempodileggere/11172

Cherokee Indian Prayer

Oh Great Spirit,
give me the serenity
to accept the things
that I can’t change,

the courage
to change the things
that I can change,

and the wisdom
to understand the difference.

O Grande Spirito,
dammi la serenità
di accettare le cose
che non posso cambiare,

il coraggio di cambiare le cose
che posso cambiare,

e la saggezza
ci comprendere la differenza.