Il sole nudo « il tempo di leggere

Da Il sole nudo di Isaac Asimov

Elijah Baley combatteva con ostinazione il panico.
Era due settimane che montava. Forse anche di più. Aveva incominciato a montare fin da quando lo avevano chiamato a Washington per dirgli tranquillamente che i suoi compiti erano cambiati.
[incipit]

Baley si sentiva molto meglio. Strano che tutti i pensieri, tutte le forze intellettuali che era in grado di radunare non ce l’avessero fatta a sollevarlo dal panico; mentre una lustrata alla sua vanagloria aveva funzionato al volo.
(Pagina 32)

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La Cripta dei Cappuccini

Frasi da La Cripta dei Cappuccini di Joseph Roth.

Il nostro nome è Trotta. La nostra casata è originaria di Sipolje, in Slovenia. Casata, dico; perché noi non siamo una famiglia. Sipolje non esiste più, da tempo ormai. Oggi, insieme con parecchi comuni limitrofi, forma un centro più grosso. Si sa, è la volontà dei tempi. Gli uomini non sanno stare soli. Si uniscono in assurdi aggruppamenti, e soli non sanno stare neanche i villaggi. Nascono così entità assurde. I contadini sono attratti dalla città e gli stessi villaggi aspirano per l’appunto a diventare città.
[incipit]

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L’uomo dei cerchi azzurri

Mathilde tirò fuori l’agenda e scrisse: «Il tizio seduto alla mia sinistra mi prende per i fondelli».
[incipit]

Le cose succedono quando scende la notte, tanto nell’oceano come il città. Tutto si muove, quelli che hanno fame e quello che stanno male. E anche quelli che cercano, come lei Jean-Baptiste Adamsberg, si muovono.
Mathilde

 

Mathilde: Ma lei ha già quarantacinque anni, no?
Adamsberg: E’ vero, ma non ci credo.
Mathilde: Dài, proprio come me.

 

Adamsberg aveva sempre riposto poche speranze e poche aspettative nell’amore, non che fosse contrario all’esistenza dei sentimenti, cosa che non avrebbe avuto alcun senso, ma non erano quelli a dare significato alla sua vita. Era fatto così, e a volte pensava fosse un limite, altre volte una fortuna.

 

Danglard camminò per l’ufficio e per l’ennesima vola pensò che il sole, quella maledetta stella, di lì a quattro o cinque miliardi di anni sarebbe esploso, e non capiva perché questa esplosione lo buttasse sempre così giù di morale. Avrebbe dato la vita perché di lì a cinque miliardi di anni il sole se ne stesse fermo e tranquillo.

 

da L’uomo dei cerchi azzurri di Fred Vargas

Un povero uomo

Un povero uomo porta i canti nella mano
e li lascia cadere preso il luogo
dove il sole monta.

Guarda, Cowaka, corri a loro e
prendili nella tua mano
e mettili sotto il tramonto.

(Papago)

da Canti degli Indiani d’America

La Regina

While the sun hangs in the sky and the desert has sand
While the waves crash in the sea and meet the land
While there’s a wind and the stars and the rainbow
Till the mountains crumble into the plain…

Mentre il sole è appeso nel cielo e il deserto ha la sabbia
Mentre le onde si infrangono nel mare e incontrano la terra
Mentre c’è vento e le stelle e l’arcobaleno
Sino a che le montagne si sbriciolano in pianura…

Queen – “Innuendo”

La casa del buio

Qui e ora sono le sei appena passate, e il sole è basso nel limpido cielo orientale, un grande disco fiducioso bianco-giallo rivolto come sempre al futuro lasciandosi alle spalle il passato, che si accumula senza posa, che ci oscura nel recedere, rendendoci tutti ciechi.

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Come tutte le tracce di antiche foreste, questo bosco che si stende a nord e a est della casa di riposo parla di fitti misteri con una voce troppo profonda per essere udita.

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Nessuno dice mai che i morti ti mancano per sempre, ma è la verità.
Jack Sawyer

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da “La casa del buio” di Stephen King e Peter Straub